The Wire: Ogni Stagione Classificata

A differenza della maggior parte dei drammi polizieschi, The Wire non solo dedica più di un singolo episodio ad un caso – inquadrando intere stagioni intorno a singoli casi, al fine di mostrare l’intera portata di ciò che accade nel lavoro della polizia – c’è una consapevole rinuncia alla narrativa “buoni contro cattivi” che spesso permea i procedurali polizieschi.

The Wire è orgoglioso del realismo, al punto che Baltimora – l’ambientazione stessa della serie – è il vero protagonista. Mentre la serie presenta un cast ricorrente, le priorità cambiano di stagione in stagione. Ogni stagione di The Wire si concentra su un aspetto diverso di Baltimora, con l’unica coerenza del coinvolgimento delle forze dell’ordine.

Il risultato finale è una serie che cambia drasticamente da una stagione all’altra, ma mai a scapito della qualità. Anche al suo peggio, The Wire è la casa di una delle più intelligenti televisioni mai scritte – tutte e cinque le stagioni contribuiscono ad una storia incredibile.

5 Stagione 5

Se The Wire ha qualche anello debole, è la quinta e ultima stagione. Detto questo, la quinta stagione non è affatto male, solo breve e un po’ estrema. Concentrandosi su Jimmy McNulty che inventa un falso serial killer per manipolare i media in modo che diano più fondi alla polizia, l’arco narrativo mette in evidenza i pericoli delle fake news abbastanza bene, un filo che ha aiutato l’arco a invecchiare abbastanza bene.

Detto questo, è ancora una strana storia e una stagione 5 non può dedicare abbastanza tempo a causa dei 10 episodi invece dei 12/13 che erano diventati comuni. Mentre gli ultimi tre episodi sono tra i migliori della serie, la stagione 5 ha difficoltà a muovere i suoi pezzi.

Ma questo non è un male, e l’attenzione della stagione 5 sul giornalismo è un cambio di ritmo simile alla stagione 2. The Wire sceglie di terminare con una nota più intima di quanto forse avrebbe dovuto, ma la quinta stagione è ancora un’eccellente televisione che avvolge virtualmente ogni storia in modo soddisfacente. Il che è sorprendente considerando quanto tutte e cinque le stagioni siano scollegate nel grande schema delle cose.

4 Stagione 3

La stagione 3 è probabilmente il punto di svolta di The Wire, con l’aggiunta del Municipio nel mix con l’introduzione di Tommy Carcetti. L’introduzione della politica in The Wire permette allo show di toccare le realtà che affliggono Baltimora (e per estensione il resto degli Stati Uniti) in modo coerente, evidenziando anche quanto sia difficile facilitare un vero cambiamento.

Questo è specificamente mostrato attraverso l’implementazione da parte di Bunny Colvin di Hamsterdam, una zona franca per l’uso di droga destinata a centralizzare la guerra alla droga di Baltimora. Mentre alcuni spettatori potrebbero trovare il concetto stravagante (proprio come il finto serial killer di McNulty), è un estremo inteso a contrastare quanto sia intrinsecamente estrema la guerra alla droga.

La terza stagione vede anche la caduta dell’Organizzazione Barksdale, mentre il dramma personale tra Avon e Stringer li distrugge. Allo stesso modo, la BPD si accanisce sui Barksdale, che commettono un errore dopo l’altro, mentre l’Organizzazione Stanfield inizia a dominare le strade di Baltimora.

Naturalmente, questo significa un bel po’ di tempo speso con facce nuove (senza contare l’introduzione di Cutty, che finisce per ottenere una considerevole quantità di tempo sullo schermo), ma tutto questo ripaga come una delle più grandiose narrazioni di The Wire. La stagione 3 è l’unica volta in cui la serie si destreggia con così tante palle in aria, e mentre può essere estenuante da seguire, è una televisione eccezionale.

3 Stagione 1

La stagione 1 è notoriamente difficile da seguire, e i primi episodi si aspettano che gli spettatori prestino un’estrema attenzione fin dall’inizio per non rimanere indietro. The Wire si aspetta di più dal suo pubblico rispetto alla media delle serie TV, ma dà di più in cambio. La prima stagione è incentrata sull’indagine stagionale della BPD sull’Organizzazione Barksdale.

Una notevole quantità di tempo viene spesa per evidenziare come l’indagine sia continuamente minata dalla grande polizia di Baltimora, prosperando suo malgrado, mentre si sottolineano i problemi sistematici che portano all’ascesa di figure come Avon & Stringer Bell e il perpetuarsi della guerra della droga.

Durante la prima stagione, Jimmy McNulty serve come punto focale principale per la BPD e D’Angelo per l’Organizzazione Barksdale. Mentre Jimmy è la cosa più vicina ad un protagonista di The Wire, l’arco di D’Angelo nella prima stagione è estremamente avvincente e la sua graduale disillusione nei confronti della sua stessa famiglia dà vita ad alcuni dei migliori drammi della serie.

2 Stagione 2

Spingendo la Barksdale Organization e la guerra della droga sullo sfondo, la stagione 2 si concentra sulla darsena di Baltimora, concentrandosi ora specificamente sulla logistica del commercio di droga (insieme a livelli più profondi di organizzazione del crimine & traffico di esseri umani.) Gran parte della stagione si è concentrata sulla famiglia Sobotka, inquadrando la loro caduta come una vera e propria tragedia greca.

Frank Sobotka si trova a soffrire per le azioni di un figlio deludente – Ziggy – mentre suo nipote, Nicky, ha la sua vita distrutta in un arco che è direttamente parallelo a quello di D’Angelo. Il cambio di ritmo della seconda stagione può essere stridente dopo il dramma intimo della prima stagione, ma i Sobotka sono alcuni dei personaggi meglio scritti di The Wire.

Anche i Barksdale non sono una non-presenza, dato che la stagione 2 getta delle basi molto importanti per gli archi di Jimmy e Stringer che arrivano alla stagione 3. Al centro, però, la stagione 2 riguarda la caduta di un uomo e l’abbandono della classe operaia da parte dell’America.

1 Stagione 4

La stagione 4 di The Wire è ampiamente considerata una delle più grandi stagioni della televisione, se non la più grande, e per una buona ragione. Raramente l’introduzione di bambini nel gioco principale serve bene ad uno show, ma The Wire che improvvisamente sceglie di concentrarsi sul sistema scolastico (mettendo ora Prez in un ruolo principale) è la cosa migliore che sia capitata alla serie.

Michael, Dukie, Namond, & Randy sono quattro dei personaggi più interessanti di The Wire, e la tragedia di vedere quattro giovani vite andare in pezzi è straziante. Ma è anche reale, cruda e incredibilmente importante da riconoscere. Quello che questi ragazzi passano non è solo un dramma, è radicato nella vita reale – in questioni sistemiche che intrinsecamente affliggono il sistema scolastico americano.

La quarta stagione riesce a introdurre tanti volti nuovi come la terza, ma con una finezza che raramente si vede in televisione. Il sistema scolastico alla fine si sente come un’estensione naturale sia della BPD che della scena politica di Baltimora, mentre racconta la narrazione definitiva sull’istruzione pubblica negli Stati Uniti.