13 Vaporose poesie erotiche

Inchiodare la migliore poesia erotica è difficile perché le preferenze e i gusti variano così tanto da persona a persona. Questa è una grande notizia! Significa che abbiamo una varietà di poesie erotiche da leggere che massimizzano e diversificano il nostro concetto di sensualità.

Come stavo cercando le poesie per questa lista, ho scoperto che sapevo esattamente cosa non mi piace in una poesia erotica. Descrizioni di vene pulsanti e la curva del suo collo bianco crema, per esempio, non mi commuovono. Questo significa che se amate i simboli fallici e le persistenti contemplazioni del collo delle donne bianche, non ne vedrete molte qui. Mi dispiace.

Sono approdato su queste 13 poesie erotiche che penso siano genuinamente sexy per una ragione o per l’altra. Per alcuni, è l’urgenza nella voce dell’oratore. È bello sentirsi visti e necessari. Le poesie con dettagli sensoriali così ricchi che mi sento incarnato nella poesia stessa fanno anche un forte caso di erotismo. C’è almeno una poesia qui che mi ha fatto premere la mano al cuore con la bocca aperta, pensando con gioia: “possono dire questo?”

Quindi, vi presento 13 poesie erotiche che spaziano dai classici al contemporaneo, ognuna delle quali mi ha fatto sospirare almeno una volta:

“Sea Poppies” di H.d.

Amber husk

Check Your Shelf Newsletter
Iscriviti per ricevere Check Your Shelf, lo sportello unico del bibliotecario per notizie, liste di libri e altro.

Grazie per esserti iscritto! Tieni d’occhio la tua casella di posta.

Iscrivendoti accetti le nostre condizioni d’uso

fluttuato d’oro,
frutto sulla sabbia
segnato da un ricco grano,

tesori
sparsi vicino agli arbusti-pini
per sbiancare sui massi:

Il tuo gambo ha messo radici

tra i ciottoli bagnati
e la deriva scagliata dal mare
e le conchiglie grattugiate
e i gusci di conchiglia spaccati.

Bellissimo, diffuso,
fuoco su foglia,
quale prato produce
una foglia così fragrante
come la tua foglia luminosa?

“basket of figs” di ellen bass*

Portami il tuo dolore, amore. Stendilo
come tappeti sottili, fasce di seta,
uova calde, cannella
e chiodi di garofano in sacchi di iuta. Mostrami

il dettaglio, l’intricato ricamo
sul colletto, i minuscoli bottoni a conchiglia,
l’orlo cucito come ti hanno insegnato,
priccando solo un filo, quasi invisibile.

Sfoderalo come gioielli, l’oro
ancora caldo del tuo corpo. Svuota
il tuo cesto di fichi. Versa il tuo vino.

Quella dura pepita di dolore, la succhierei,
cullandola sulla lingua come il seme liscio del melograno. Lo solleverei

teneramente, come un grande animale potrebbe
trasportare un piccolo nella
caverna privata della bocca.

*(Nota di Sarah: è questo. Questo è quello che mi ha fatto sventolare.)

“At the Touch of You” by Witter BYnner

Al tocco di te,
come se tu fossi un arciere con la tua mano veloce all’arco,
le frecce del piacere scoccarono attraverso il mio corpo.

Tu eri la primavera,
e io il bordo di una scogliera,
e una cascata splendente si precipitò su di me.

“To His Mistress Going to Bed” di John Donne

Vieni, signora, vieni, tutto il riposo che le mie forze sfidano,
Fino al travaglio, io nel travaglio giaccio.
Il nemico spesso avendo il nemico in vista,
è stanco di stare in piedi anche se non lotta mai.
Via quella cintura, come la zona del cielo che brilla,
ma un mondo ben più bello che abbraccia.
Stacca quella corazza scintillante che indossi,
affinché gli occhi degli sciocchi occupati vi si fermino.
Staccati, perché quel rintocco armonioso,
mi dice da te, che ora è ora di dormire.
Fuori con quel lieto busk, che io invidio,
che ancora può essere, e ancora può stare così vicino.
Il tuo abito che si toglie, rivela un così bello stato,
come quando dai prati fioriti l’ombra della collina ruba.
Togli quella coroncina ispida e mostra
il diadema peloso che su di te cresce:
Ora togli quelle scarpe, e poi calpesta sicuro
nel tempio sacro di questo amore, questo letto morbido.
In tali candide vesti, gli Angeli del cielo erano soliti essere
ricevuti dagli uomini; Tu Angelo porti con te
un cielo come il Paradiso di Maometto; e sebbene
gli spiriti tutti camminino in bianco, noi sappiamo facilmente,
da questo questi Angeli da uno spirito malvagio,
quelli ci mettono i capelli, ma questi la carne dritta.

Licenza alle mie mani vaganti, e lasciale andare,
prima, dietro, tra, sopra, sotto.
O mia America! mia terra ritrovata,
mio regno, più sicuro quando con un solo uomo,
mia miniera di pietre preziose, mio empirie,
quanto sono benedetto in questo scoprire te!
Entrare in questi legami, è essere libero;
Allora dove la mia mano è posta, il mio sigillo sarà.

Nudità completa! Tutte le gioie ti sono dovute,
come devono essere le anime senza corpo, i corpi senza vestiti,
per gustare le gioie intere. Le gemme che voi donne usate,
sono come le palle di Atlanta, gettate nella vista degli uomini,
che quando l’occhio di uno sciocco si accende su una gemma,
la sua anima terrena può desiderare le loro, non loro.
Come quadri, o come coperture gaie di libri fatti
per uomini laici, tutte le donne sono così schierate;
sono esse stesse libri mistici, che solo noi
(che la loro grazia imputata darà dignità)
dobbiamo vedere rivelati. Allora, siccome io posso sapere;
come liberamente, come a una levatrice, mostra
la tua persona: getta via tutto, sì, questo lino bianco,
non c’è penitenza dovuta all’innocenza.

Per insegnarti, io sono prima nuda; perché allora
che bisogno hai di coprirti più di un uomo.

“Frammento 38” di Saffo

Mi bruci

“Il poema fluttuante, senza numero” di Adrienne Rich

Qualunque cosa accada tra noi, il tuo corpo
seguiterà il mio – tenero, delicato
il tuo fare l’amore, come la fronda semicurva
della felce in foresta
appena lavata dal sole. Le tue cosce viaggiate e generose
tra le quali tutto il mio viso è venuto e venuto-
l’innocenza e la saggezza del posto che la mia lingua vi ha trovato-
la danza viva e insaziabile dei tuoi capezzoli nella mia bocca-
il tuo tocco su di me, fermo, protettivo, cercandomi
fuori, la tua lingua forte e le tue dita sottili
che arrivano dove ti ho aspettato per anni
nella mia grotta bagnata di rose-qualunque cosa accada, questa è.

Lo spillo

“Ricreazione” di Audre Lorde

Insieme
è più facile lavorare
dopo che i nostri corpi
si sono incontrati
carta e penna
non importa né profitto
se scriviamo o no
ma mentre il tuo corpo si muove
sotto le mie mani
cariche e in attesa
che tagliamo il guinzaglio
tu mi crei contro le tue cosce
collose di immagini
che si muovono attraverso i nostri paesi di parole
il mio corpo
scrive nella tua carne
la poesia
che tu fai di me.

Touching you I catch midnight
as moon fires set in my throat
I love you flesh into blossom
I made you
and take you made
into me.

“The Atheist” by Megan Falley

The first time we made love I realized why
I never prayed. Un umano può solo dire
Oh Dio così tante volte.

“Assurance” di Emma Lazarus

L’ultima notte ho dormito, e quando mi sono svegliato il suo bacio
sfogliava ancora sulle mie labbra. Perché avevamo vagato
insieme nel mio sogno, attraverso una radura fioca,
dove i timidi raggi di luna osavano appena illuminare la nostra beatitudine.
L’aria era umida di rugiada, tra gli alberi,
le lucciole nascoste si accendevano e si spegnevano.
Guancia premuta contro guancia, il fresco, la calda brezza notturna
mescolava i nostri capelli, il nostro respiro, e andava e veniva,
come se fosse una sfida alla nostra passione. Bassa e profonda
Spaziò nel mio orecchio la sua voce: “E hai sognato,
Questo potrebbe essere sepolto? Questo potrebbe essere il sonno? E l’amore essere schiavo della morte! No, qualunque cosa sembri,
Avere fede, caro cuore; questa è la cosa che è!”
Lì mi svegliai, e sulle mie labbra il suo bacio.

“Lust” di Yusef Komunyakaa

Se solo lui potesse toccarla,
il suo nome come un vecchio desiderio
nel tempo fermo di sale
su una lumaca. Desidera essere

Parole, succose come un frutto della passione
sulla sua lingua. Farebbe qualsiasi cosa,
Danzerebbe tre giorni & notti
Per far riemergere dalle ceneri del tasso gli dei più terribili

Passo dalla nuda
Fray, per essere tenero
Come la carne immaginata fuori

Le ossa perlacee
del bluegill. Desidera essere
un’arancia, sentire le unghie
che lo attraversano.

Lo spillo

“L’incontro” di Louise Glück

Sei venuta sulla sponda del letto
e ti sei seduta a fissarmi.
Poi mi hai baciato, ho sentito
cera bollente sulla fronte.
Volevo che lasciasse un segno:
era così che sapevo di amarti.
Perché volevo essere bruciato, timbrato,
per avere qualcosa alla fine-
Mi sono tirato il vestito sulla testa;
un rossore mi ha coperto il viso e le spalle.
Correrà il suo corso, il corso del fuoco,
stabilendo una moneta fredda sulla fronte, tra gli occhi.
Sei sdraiata accanto a me; la tua mano si è mossa sul mio viso
come se l’avessi sentito anche tu-
devi sapere, allora, come ti volevo.
Lo sapremo sempre, io e te.

La prova sarà il mio corpo.

“Sonetto d’amore XI” di Pablo Neruda

Vorrei la tua bocca, la tua voce, i tuoi capelli.
Silenzioso e affamato, mi aggiro per le strade.
Il pane non mi nutre, l’alba mi sconvolge, tutto il giorno
caccio la misura liquida dei tuoi passi.
Ho fame della tua risata elegante,
delle tue mani del colore di un raccolto selvaggio,
fame delle pietre chiare delle tue unghie,
voglio mangiare la tua pelle come una mandorla intera.

Voglio mangiare il raggio di sole che si accende nel tuo bel corpo,
il naso sovrano del tuo viso arrogante,
voglio mangiare l’ombra fugace delle tue ciglia,

e mi aggiro affamato, annusando il crepuscolo,
cercando te, il tuo cuore caldo,
come un puma nelle baracche di Quitratue.

“Aubade” di Amy Lowell

Come libererei la mandorla bianca dal guscio verde
così toglierei le tue bardature,
Amata.
E toccando il nocciolo liscio e lucido
vedrei che nelle mie mani brillava una gemma incalcolabile.

Per altre poesie erotiche, guarda questa lista. Per 58 bellissime poesie d’amore, clicca qui.